Nomina per la medaglia d’oro all'irlandese Ger McDonnell Stampa

medaglia d’oro all'irlandese Ger McDonnellIl Soccorso Alpino d’Irlanda sarebbe lieto di nominare l’alpinista irlandese Ger McDonnell al prestigioso riconoscimento medaglia d’oro della Targa d’argento.

Nome: Gerard ‘Ger’ McDonnell
Data di nascita: 20 gennaio 1971
Deceduto: 2 agosto 2008 (K2)
Indirizzo famiglia: c/o Margaret McDonnell (madre), Killeen, Kilcornan, Co. Limerick, IRELAND

 

Anche se Ger non era un membro di una delle nostre squadre, riteniamo che dai resoconti riportati su Ger dai suoi compagni scalatori in numerose occasioni, lui dimostrò le più alte qualità che incarnano il tipo di persona “soccorritore di montagna”:

1999: spedizione Denali, Alaska – ascesa realizzata al 2° tentativo. Durante la discesa, Mike Mays and Ger incontrarono due gruppi in serie difficoltà. Il primo gruppo era una coppia di 2 donne coreane stremate allo sfinimento e il secondo erano 3 sudafricani di cui uno di loro sofferente agli occhi a causa della neve. Le condizioni peggiorarono rapidamente nella tormenta di neve. Ger li porto in salvo su verso il campo a quota 17.000 piedi. Mike e Ger furono premiati con il riconoscimento “Pro Pin Denali” nel 1999 e nominati per il “Denali Pro Mountaineer” dell’anno.

2001: Denali Alaska – Ger, assieme ad altri, aiutò la squadra di soccorso di Denali con uno scalatore di Singapore che era sfinito a quota 16.000 piedi. Lo portarono giù al campo più basso a quota 14.200 piedi.

2003: Everest irlandese 2003 – Nepal – ascesa con successo al 2° tentativo dal campo 3. Il cattivo tempo impedì il primo tentativo. Trascorse 3 notti sopra gli 8000 metri. Salvato il capo-squadra Pat Falvey portandolo giù dal versante sud della cima, sofferente di edema celebrale.

2006: Broadpeak – “Ger andò di tenda in tenda supplicando gli scalatori di andare a scalare con lui e aiutarlo a salvare un paio di scalatori in difficoltà che erano stati avvisati non andare avanti, ma che nonostante questo ora si trovavano senza aiuto e bisognosi di assistenza immediata. Mark Sheen, che si trovava in questa spedizione, testimoniò che nessuno andò su con Ger perché troppo stanchi, un’esperienza che demolì i principi fondamentali a cui Geld teneva fervidamente”

2008: si unì alla squadra olandese Norit per tentare il K2 con l’amico Wilco VAn Roojien come team leader:

la domenica prima avrebbero dovuto raggiungere la cima, Ger si avvicinò alle diverse squadre di soccorso per cercare cooperazione per un tentativo di scalare la cima assieme. Lui stava cercando di assicurarsi che potessero lavorare assieme per facilitare con successo il tentativo di una scalata. Stava agendo come “mediatore di pace” in modo che nulla potesse rovinare ciò a cui tutti stavano lavorando e lottando così coraggiosamente per raggiungere.
il 31 luglio 2008 al campo 3, un ragazzo stava urlando avendo perso la sua tenda in un’improvvisa terribile tormenta. Stava cercando rifugio e riparo, e dato che nessuno glielo forniva, Pempa, uno sherpa assieme alla squadra olandese Norit e Ger si prestarono gentilmente ad aiutare il giovane scalatore Serbo
alla fine l’1 agosto 2008 alle 19, Ger divenne il PRIMO IRLANDESE a scalare il K2
alle 5 di mattina circa del 2 agosto 2008, dopo aver bivaccato durante la notte, Ger iniziò a cercare un punto di appoggio per la corda di discesa.  La corda era stata rimossa o si era rotta, e due membri di una squadra coreana e i loro sherpa furono tragicamente intrappolati, sospesi a testa in giù sulla corda sotto il campo notturno. Con il compagno di scalata, l’italiano Marco Confortola, passarono 3 ore e mezza cercando di aiutare gli scalatori coreani nella zona di morte mentre Marco fu costretto a discendere perché sentì che non poteva fare altro in quanto gli scalatori erano come marionette appese a un filo.

Marco conferma che lui fu testimone che Ger ritornò indietro scalando, ma non capì al momento perchè Ger lo fece…il motivo divenne presto evidente.
Get tornò indietro per liberare la tensione sulle corde e alla fine, dopo 3 a 4 ore, l’unico scalatore rimasto, Ger, tentò straordinariamente di liberare i tre membri della squadra coreana.
I tre membri della squadra coreana furono trovati da due sherpa inviati su dalle loro squadre per aiutarli nella loro discesa. Uno seracco si spezzò al di sopra di loro mentre erano sospesi e tragicamente spazzò via Ger Mcdonnell. Anche se ormai distanti da Ger, una successiva valanga colpì i tre coreani e le loro due guide sherpa.”

Quando i famigliari di Ger andarono in Pakistan dopo la tragedia, furono accolti dal capo della squadra del soccorso alpino in Islamabad, Brigadier Khan, che raccontò a loro del rispetto di Ger nei confronti degli inservienti e cuochi pakistani e nepalesi:
Ger si accorse che un inserviente non era esperto di montagna e gli mostrò come usare le corde in modo che lo potessero aiutare. L’inserviente si stupì che uno scalatore si fosse preso del tempo e si fosse sforzato  di mostrargli queste abilità.
uno dei cuochi della squadra di Norit al campo base si ammalò gravemente. Get fece numerose telefonate nel suo viaggio al campo 3 per avere notizie del cuoco. Ger era preoccupato del fatto che il cuoco non potesse uscire e che non potesse essere trasportato con l’elicottero. Gev gli diede uno dei suoi sacchi a pelo per il suo viaggio all’esterno, per assicurarsi che almeno fosse al caldo di notte durante il suo viaggio fuori”

Questi avvenimenti raccontano che Ger, non solo una volta, ma in numerose occasioni mise da parte il suo benessere, obiettivi e soddisfazioni personali per assicurare la salvezza degli altri.
Lui non si preoccupava dei suoi compagni scalatori ma dei locali dai quali gli scalatori dipendevano. Nel racconto della scalata del K2 sul sito internet (4), Ger è descritto dai compagni scalatori come “Jesù”. Infatti, il sito della scalata del K2 gli riconosce il “premio per il migliore esploratore del 2008”

E’ per queste numerose dimostrazioni di solidarietà in montagna con tutti quelli con cui Ger venne in contatto, che il Soccorso Alpino d’Irlanda vorrebbe nominare Ger McDonnell per la medaglia d’oro della Targa d’Argento dopo aver compiuto l’ultimo sacrificio per salvare il suo compagno.

“Non c’è amore più grande per un uomo che rinunciare alla propria vita per i suoi amici”